Riparliamo di f3a

Il mondo dell'aeromodellismo in generale

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Messaggioda flyfabio62 » dom mar 03, 2013 10:26 am

Salve a tutti 8).
Riapro un argomento a me caro che spero vi risvegli in vista di una nuova stagione.
Da quando sono passato all'acrobazia di precisione elettrica il modello (WindS che penso conoscerete) invece che macinarsi per vibrazioni, miscela ecc. come nei modelli a scoppio, nelle stesse condizioni dopo circa 100 voli, sta subendo in questi giorni delle modifiche per renderlo ancora più preciso nel volo.
Prima modifica effettuata è stata l'introduzione delle alette in corrispondenza della parte finale degli alettoni così come ha inserito Seba nelle ali in fibra delle ultime versioni del WindS ed ora nel MythoS anche se piccoline.
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Altri modelli che la utilizzano in formato più vistoso sono ad esempio il Visa di Chip Hyde od il Caelestia della ZNLine.
Dopo alcune prove con alette in depron, considerate le prime impressioni favorevoli 8O soprattutto nei roll, le ho realizzate con dimensioni medie in compensato con sistema di smontaggio per esigenze di trasporto nelle sacche di protezione.

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I grandi progettisti dicono che riducono i flussi scomposti che si creano appunto nella parte finale degli alettoni a vantaggio della stabilità e blocco nelle rotazioni soprattutto negli snap. Se lo dicono loro... :? c'è da crederci!
Appuntamento alla prossima modifica.
Buoni voli. :D :D
Fabio
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Re: Riparliamo di f3a

Messaggioda Roby » lun mar 04, 2013 8:34 am

Ciao Fabio,
come già detto, seguirò con interesse questo post, sono curioso di vedere quali modifiche farai.
Per il resto, è vero, l'interesse sembra scemato ma, da parte mia solo ed esclusivamente causato da una serie di impegni che mi ha portato comunque lontano dalla pista.
Con l'arrivo della primavera conto di rimettermi "in pista" :lol: !!!!!!
A presto
Roberto
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Messaggioda flyfabio62 » lun mar 04, 2013 12:41 pm

Eccovi alcuni esempi delle alette vicino la parte finale degli alettoni:

1) applicazione personale non da kit originale in questo GAUDIUS:
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2) è stato fra i primi ad adottarle Chyp Hide nel suo VISA:
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3) addirittura doppie e forate nel biplano CITRIN di Wolfgang Matt:
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4) le più voluminose nel Caelestia della ZNLine:
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5) le più piccole e bombate nel WindS di Seba:
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Alla prossima
Fabio
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Re: Riparliamo di f3a

Messaggioda flyfabio62 » ven mar 08, 2013 8:41 am

Passiamo alla seconda modifica eseguita nel mio WindS.
Questa è stata più laboriosa ed impegnativa. Si tratta delle alette alari che nel mio kit non erano previste per cui le ho dovuto realizzare di tutto punto. Considerato che nel MythoS, Sebastiano ne ha prevista solo una, ho pensato anche io di prevederne una in posizione leggermente decentrata. Osservando varie foto ho approssimato una distanza a circa 22 cm dalla fusoliera.
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Per ottenere il perfetto posizionamento parallelo alla linea di mezzeria della fusoliera, su foglio di 2 metri ho posizionato le due semiali con la baionetta inserita ed ho tracciato le linee della baionetta e perpendicolarmente a 22 cm la posizione delle alette che ho poi riportato nelle ali; ma non vi dico quante prove e controprove perchè fossero coincidenti sul dorso e sul ventre di entrambe le semiali!!. Per realizzare invece la sagoma, Franco mi ha fornito il disegno delle alette che ha poi installato nel Wind50 di suo figlio Ignazio. Riportando il tutto in scala la difficoltà maggiore è stata realizzare la sagoma del profilo alare per cui ho preso con un sistema di coordinate i vari punti e riportato il tutto su disegno ipotizzando il profilo:
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Prime prove con sagoma in compensato:
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Realizzate finalmente in balsa e rivestite in Oracover:
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Dopo alcune prove con fissaggio provvisorio, ecco il risultato finale ad incollaggio definitivo:
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A parte la condizione estetica, quello che mi ha convinto nel renderle definitive è stato il loro rendimento nel volo soprattutto in condizioni di vento che lo rendono più stabile e come dicono gli aeromodellisti "viaggiante su binari".
Stessa condizione è stata riscontrata da Franco, anche se sul piccolo Wind50 con le 4 piccole alette originali.
Anche queste appendici se notate sono utilizzate da parecchi modellisti e su determinati modelli come ad esempio nei jet.
Poichè il cruccio per un modello F3A come saprete (ma la regola è valida per tutti i modelli affinchè volino bene) è il peso, era indispensabile restare leggeri. A fine lavori, queste due innovazioni hanno comportato un peso in più di circa 70 gr. che prossimamente vi dirò come recuperarli. In ogni caso il modello ha attualmente un peso totale inferiore alla tolleranza prevista dal regolamento FAI ossia è all'interno dei 5050 gr.

Alla prossima.

Fabio
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Re: Riparliamo di f3a

Messaggioda ramirez76 » ven mar 08, 2013 4:29 pm

e come l' ingegner Ermanno Bazzocchi disse...

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a qualcosa serviranno :D
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Re: Riparliamo di f3a

Messaggioda dedalo » lun mar 11, 2013 12:22 pm

Caro Fabio,
le foto si riferiscono all'ultimo acrobatico progettato e realizzato dallo Zio Donatello nel 1994, 1,90 di apertura, semi ali mobili (senza Alettoni) e tips di estremità che conferiscono al modello una direzionalità pazzesca. Non mi meraviglio, quindi, di questa nuova trovata. N.B. Il suddetto modello è tuttora in perfetto ordine di volo.

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la foto sottostante si riferisce ad una manifestazione svolta a Soverato nel 1976 al centro il mio modello, realizzato nel 1973 con gli schermi alari. Lo Zio utilizzava, in molti modelli acrobatici, questo tipo di estremità per migliorare la direzionalità e ridurre le perdite di estremità, per intenderci le famose trecce di Berenice provocate dal passaggio dei filetti fluidi dal ventre al dorso dell'ala.

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Un caro saluto
Maurizio Romano
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Messaggioda flyfabio62 » mar mar 12, 2013 3:36 pm

Caro Maurizio,
mi complimento per le belle e sperimentali realizzazioni soprattutto per quegli anni, di quelle veramente sudate a colpi di cutter e polvere di balsa!!!
Di seguito ti mostro un moderno F3A con le winglets (alette di estremità). In particolare si tratta del prototipo dell'Episode 170 della Bj Craft, ditta di alto livello (guarda caso....) cinese :
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Da notare altre innovazioni per modelli di questa categoria come la rastremazione dell'ala, l'aletta centrale, il canalizer ed il diedro negativo del piano di coda utilizzato ormai in tantissimi modelli.
Non so il motivo ma tale prototipo non ha avuto seguito e la versione finale del modello invece è questa senza più le winglets, una rastremazione diversa dell'ala e con l'aletta centrale che si è spostata nel piano di coda!!:
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Negli aerei di linea le winglets sono state introdotte per ridurre i consumi
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e probabilmente come detto da Maurizio migliorano la direzionalità evitando i flussi di estremità alari. Quelli posti invece alla fine degli alettoni in posizione più arretrata rispetto al bordo alare, a detta degli "esperti" modellisti, avrebbero invece una funzione diversa ossia quella di placare i flussi provocati dagli alettoni soprattutto nelle manovre violente come negli snap omnipresenti nei programmi acrobatici moderni.
La migliore direzionalità è invece demandata all'aletta centrale.
Per concludere la foto di altre alette centrali, particolari nella forma e dimensione, installate nello Xigris di Jsaac Najary, un aeromodellista F3A Israeliano che è diventato per me un punto di riferimento per la cura e precisione con cui realizza da kit questi splendidi modelli. Ve lo consiglio per apprendere tanti consigli e voglia di costruire (i suoi forum per ogni modello comprende almeno 18 pagine di messaggi con centinaia di foto di tutte le fasi costruttive ed arriva ad almeno 60.000 visite ognuno!!!....)
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Solo come assaggio guardate da questo link come ha realizzato il sistema di smontaggio delle alette centrali. Senza parole......
http://www.rcuniverse.com/forum/m_93056 ... ey_/tm.htm

Come leggerete nel forum dopo 600 voli ( 8O ma come fa ???!!!!!..... 8O ) si ritiene molto soddisfatto soprattutto in condizioni di vento sia lui che altri piloti israeliani che lo hanno installato ripromettendosi di realizzarlo anche sul suo prossimo modello.

Prossimamente altre curiosità.
Saluti

Fabio
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Messaggioda flyfabio62 » gio mar 14, 2013 12:27 pm

Ritorno sull'argomento peso.
A fine installazione appendici, il peso del modello è risultato come vedete di Kg 5,020:
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Per un modello da kit quasi pronto al volo, le modifiche tecniche manuali che si possono apportare per alleggerire sono veramente poche, ma in commercio esistono ormai validissime soluzioni che però .......... alleggeriscono il portafogli!!
Una è questa:
Elica in carbonio attualmente in uso PT model 21x13L peso 70 gr (oggetto di primo alleggerimento per rientrare nel peso FAI)
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Elica in carbonio da adottare PT model 21x13EL (extra leicth). Peso 35 gr!!!!!
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Già basterebbe questa soluzione per rientrare nel peso ma a che c'ero sono andato oltre anche per agevolare il motore nella rotazione, bilanciamento ecc. sostituendo l'ogiva anch'essa in carbonio che usano praticamente tutti in F3A nei modelli elettrici (Paysant Le Roux come saprete è uno dei pochi che non l'adotta perchè utilizza ancora la motorizzazione a scoppio e per ovvi motivi legati all'avviamento del motore in cui è necessario nel 4 tempi adoperare l'avviatore, ha l'ogiva in materiale plastico)
Anche qui il peso si dimezza ed anche più da 57 a 25 gr!!!!:
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Non avrei mai pensato un giorno di acquistare due accessori così cari visto che di eliche APC in atterraggio ne ho spizzicate diverse in passato, ma dopo un centinaio di atterraggi indenni con il WindS, ho deciso di fare questo passo (scongiuri d'obbligo :? :? )
Di seguito le delicate fasi di allargamento del foro a 12 mm prima dell'elica e poi dell'ogiva grazie alla fresa professionale di Ciprì
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Ed ora l'apertura manuale per le pale dell'elica con le dovute prove e cautele dati i 3,84 €/grammo dell'accessorio 8O 8O
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A fine operazioni quindi 67 gr di peso guadagnato e peso al decollo di Kg 4,953.
Nuove verifiche per il bilanciamento del modello con conseguente spostamento in avanti delle batterie ed appuntamento alla prossima per le verifiche in volo 8) 8)

Fabio
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Messaggioda flyfabio62 » lun mar 18, 2013 4:04 pm

Approfittando della brevissima tregua meteorologica, domenica scorsa ho effettuato alcune prove per testare gli ultimi materiali acquistati. In particolare mi incuriosiva vedere il rendimento della nuova elica super leggera e dell'ogiva in carbonio e conseguenti valori di assorbimento di ampere e temperature dei vari componenti.
Approfittando della grande opportunità data dalla telemetria dell'Aurora Hitec, ho predisposto un cavetto con il sensore di forti amperaggi fino a 100A in linea con il positivo delle batterie:
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collegato poi alla stazione telemetrica insieme al sensore Gps:
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a completare l'operazione, ho predisposto nella radio la schermata telemetrica dedicata solo alle potenze impegnate (Volt , Ampere, Watt) di facile lettura anche durante il volo:
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Prima prova in configurazione originale, elica PT Model 21x13, ogiva in plastica con foro centrale e piattello in alluminio modificato per agevolare l'entrata dell'aria nel motore:[/color]
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Valori riscontrati durante e dopo volo programma P13. Temperatura ambiente 15°, vento 0 nodi. Amperaggio max registrato in salita verticale a tutto motore circa 60A, tempo di volo 7' 40", temperatura statore motore dopo volo 45°, residuo batterie 19-20%.

Seconda prova con elica PT Model EL (extra leicht) ed ogiva in carbonio forata:
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Temperatura ambiente 15°, vento 0 nodi. Amperaggio max registrato in salita verticale a tutto motore circa 70A, tempo di volo 7' 30", temperatura statore motore dopo volo 50°, residuo batterie 20-21%

In definitiva l'elica più leggera ha comportato un aumento di amperaggio di circa 10 A e circa 5° di temperatura in più del motore ma ha acquistato più velocità infatti a terra è stata misurata una velocità di giri di 6.500 g/min con un incremento di circa 100 g/min che giustifica questa maggiore temperatura ed assorbimento.
In condizioni di maggior vento e con una temperatura esterna invernale-primaverile è sicuramente più indicata.
D'estate il discorso è completamente diverso....... :( :(
Sul discorso raffreddamento (cruccio continuo per salvaguardare motore, regolatore e soprattutto batterie che cominciano a gonfiarsi dopo 30 voli circa quando ci sono 30° in campo....... :evil: :evil: )torneremo a parlare e ... provare.
Alle prossime prove.

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Re: Riparliamo di f3a

Messaggioda flyfabio62 » dom mar 31, 2013 10:43 am

In questi giorni ho portato di nuovo in volo l'Element in configurazione elettrica. Ricordate?
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Alla luce di questi due anni di "elettricità", ho rivalutato questo modello in quanto riprogrammando perfettamente il Castle Creation HV85 con i giusti parametri per inserire il freno, il volo è diventato più plastico e gestibile nelle difficili riprese fra una figura e l'altra del P13. Ovviamente avendo anche sostituito i servi nel piano coda (per ulteriori prove, ho acquistato i Savox SH1350 i quali inizialmente uno solo a fondo corsa del picchia mi dava uno strano tremolio forse causato dalla non completa compatibilità con il sistema Assan/Futaba ed invece dopo qualche volo è scomparso dandomi conferma che sono degli ottimi servi) ho dovuto praticamente riprogrammare la radio e ricollaudare il modello.
Se non fosse per quei famosi 500 gr. in più!!!!.......
Prossimamente con batterie più leggere voglio vedere se migliora ancora di più.
Intanto, visto il suo carattere naturale da purosangue F3A, mi ha dimostrato che può eseguire perfettamente il P13, basta volerlo...... se i pollici lo consentono 8) 8)
Ho notato pure, visto che ha una massa più decisa, che tiene bene in condizioni di vento, esegue bene certe figure per avere le ali in polistirolo ricoperte ma altre come lo snap stenta un pò. Al contrario il WindS si comporta meglio in alcune figure e peggio in altre, ma si sa ogni progetto ha i suoi pro e contro.
La differenza per ora l'ha fatta la programmazione del regolatore perchè con la giusta potenza e frenata il modello si gestisce meglio in ogni figura.
In Israele Isaac ha finalmente completato l'Arixtra:
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Nonostante vola con le Rhino da 5000 mAh del peso di circa 1200 gr ed elica Apc gurdate che peso in ordine di volo ha questo modello 8O 8O
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Tanto di cappello a progettista e costruttore/pilota :wink: :wink:

BUONA PASQUA A TUTTI.

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